lunedì 12 settembre 2011

Solitudine?

La solitudine è il destino di tutte le grandi menti: un destino a volte deplorato, ma sempre scelto come il minore di due mali. Arthur Schopenhauer

martedì 7 giugno 2011

Piove fuori e dentro me.

Piove, potrei piangere tranquillamente quest'oggi. Tanto le mie lacrime sarebbero nascoste dall'acqua scrosciante che cade.
Odio la pioggia. Eppur l'amo. E' un odi et amo che non mi so spiegare. Quand'ero piccino ricordo che adoravo stare d'estate dentro la roulotte a sentire le gocce che battevano sulla carrozzeria, era un suono rilassante che mi faceva pensare. Tutt'ora ho dentro me la sensazione di pace quando piove, ma in realtà temo quando questo succede. Perchè quando mi rilasso riesco a vedere sempre più a fondo nella mia testa e nel mio cuore, e mi accorgo che nonostante tutti i miei sforzi non riesco a essere felice. A volte pensare al fatto che c'è gente che sta peggio di me mi aiuta, ma rimembrare che sono stato tirato giù a forza da quella nuvola dove stavo così bene mi fa sentire triste. Perchè nei miei pensieri c'è ancora Lei, o meglio non Lei, ma la sensazione di poter donare una parte di me a qualcuno di cui pensavo potessi fidarmi. Ma la vita è strana, a volte ti da queste batoste così dolorose solo per farti maturare, e io ho sempre avuto paura di maturare troppo in fretta. A volte penso che un giorno farò tesoro di ciò che m'è successo, ma ora faccio ancora fatica a ricostruire la mia vita. Mi sono aggrappato troppo tenacemente a ciò che avevo, a quel rapporto. Ho abbandonato gli amici, i miei hobby. E ora non riesco più a ritrovarli. Era la mia via d'uscita, e la mia convinzione che fosse lì, aperta in eterno, mi ha fatto essere troppo sicuro di me stesso.
Un bel traguardo se ci penso, io che non sono mai stato sicuro di me stesso. Ma ciò di sicuro mi farà trovare la giusta misura per esserlo. Sono ancora giovane, ho ancora tempo per formarmi, e imparare come si fa a vivere bene.
Dopotutto la pioggia può essere il mio punto di inizio, posso stare a guardare come l'acqua cade e riflettere. Ricostruire la mia personalità, poter adattarla alla mia anima, e a come voglio essere realmente. Voglio iniziare a conoscermi meglio per poter smussare gli angoli più ispidi e levigare con calma le superfici, e lentamente riuscire a trovare la felicità. Per ora devo trovarla senza alcun aiuto, è un compito che spetta a me, solo a me. Poi un giorno, chissà, arriverà una persona speciale che riuscirà a farmi sentire ancora più felice, e riuscirà a completarmi.
Per quando arriverà voglio essere pronto a accoglierla nel miglior modo possibile, e senza essere un peso per lei. Sarà dura, ma come diceva Bluto in Animal House:
"Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare".

In Ascolto: Il rumore della pioggia.

domenica 22 maggio 2011

Terra di mezzo

Ieri sera sono andato a una festa che fanno annualmente le scuole superiori di Vicenza, l'ho fatta anche io quando ero rappresentante d'istituto 4 anni fa. L'impressione che ho avuto quando sono arrivato è stata di essere totalmente fuori contesto in quel luogo. E' un pensiero che faccio spesso quello di sentirmi un pesce fuori dall'acqua, soprattutto quando il fattore che delinea l'imbarazzo di essere in certi posti è l'età.
Io sono nato nell'88, quest'anno vado per i 23, eppure tutt'ora non riesco a legarmi particolarmente a un contesto che sia adatto alla mia età. Forse è perchè sono in un età "di mezzo", complice anche il fatto che sono ancora studente. A parlare con gente più giovane, molte volte mi accorgo che gli argomenti sono un po' futili, non riesco a intrattenere discorsi seri, tranne con certe persone a me care, che nonostante la loro età anagrafica, di anni ne dimostrano qualcuno in più.
A parlare con gente della mia età o più vecchia di me, mi ritrovo molte volte in discorsi nei quali io non ho molta voce in capitolo, vedi ad esempio un argomento molto frequente: il lavoro. E' vero ho fatto i miei stage, lavoro ogni tanto in birreria per racimolare qualche soldo, ma ovviamente non sono un "esperto" del campo lavorativo, perchè non ho un vero stipendio.
Aggiungiamo infine che uno degli argomenti di cui adoro parlare è tutto ciò inerente all'ingegneria, gli unici interlocutori con cui posso sostenere questo genere di discorsi sono i miei compagni di corso a Padova.
Non per niente uno dei miei sogni sarebbe andare a vivere la, ma ovviamente quando avrò soldi e mi sarò totalmente staccato da questa città che continuo a considerare purtroppo morta.

In ascolto: Alphaville - Forever Young

sabato 21 maggio 2011

Evoluzione continua ma la radice è la stessa.

Oggi gironzolando per la rete, ho scoperto che Mr. J-Ax ha fatto uscire un nuovo singolo direttamente dal nuovo album previsto per il 30 di Agosto. Per chi non ne fosse a conoscenza, Ax è il mio cantante preferito, mi sono sempre identificato molto nei suoi testi, perchè l'ho sempre visto come uno a cui la vita ha riservato mille ostacoli e lui è riuscito a avverare i suoi sogni.
Il nuovo singolo si chiama Musica da Rabbia, ed è accompagnato da un video molto shockante, non voglio descrivervelo, ma ve lo linko direttamente.


Ultimamente le sue produzioni mi hanno molto deluso, perchè vedevo che stava andando un po' troppo sul commerciale, e la sua indipendenza musicale era un grande esempio per me. Però devo dire che questa canzone mi ha fatto sorridere, perchè mi ha fatto capire che lui è sempre lo stesso, e merita tutto il mio rispetto.
E' uno che non ha mai avuto paura di cambiare, anche se tutti gli altri lo denigravano. E' uno che ha seguito la sua strada prendendo a testate gli ostacoli. Per questo a volte lo prendo come esempio da seguire. Dico a volte perchè ho una mia testa, e ovviamente la mia vita è diversa, per cui in certe situazioni mi sento di reagire in altri modi.
Lui è la mia prova vivente che cambiare è possibile, mantenendo sempre la propria mentalità.
Come diceva in una vecchia canzone degli Articolo:
Evoluzione continua ma la radice è la stessa.


In ascolto: J-Ax - Musica da rabbia

La fase uno: la partenza.

Era ora riiniziassi a scrivere qualcosa in un blog. Sono uscito da meno di una settimana da quel malefico social network chiamato Facebook. Fino a qualche mese fa ero convinto che non sarei mai riuscito a vivere senza i miei finti amici che trovavo tra quelle pagine, poi negli ultimi giorni ho iniziato a pensare alla vita reale: a quanto la stessi diminuendo per entrare e vivere in quel mondo virtuale biancoblu.
Ho riscoperto alcuni piaceri che ormai non gustavo più, come ad esempio parlare, chiacchierare, discutere e confrontarsi. Il tutto magari davanti a un buon caffè, senza dover restare appiccicato allo schermo in attesa di una nuova notifica.
Ho riscoperto la risata: vivere dentro Facebook ti fa leggere barzellette e vedere immagini simpatiche che dovrebbero indurti a risa, per cui si lascia un commento di risata, mentre dietro lo schermo si è impassibili. Al contrario sentire una barzelletta quando ci si incontra per strada o in un bar, ci fa perlomeno sorridere.
E' proprio quella risata che mi mancava, quel senso che ti fa sentire vivo.
Io ho scelto così, ma non per questo accuso Facebook o chi lo utilizza. Io ora mi sento meglio, mi sento più libero sicuramente.
Dato che ho un po' il pallino della scrittura, ho scelto di aprire un nuovo blog, e ripartire da zero.
Ho scelto il nome "Fase contro fase" perchè me lo sono sentito sussurrare dentro di me. Fase è la parola con più significati che io conosca, la utilizzo mediamente una ventina di volte al giorno, complice anche il fatto che sono uno studente di Ingegneria! Come ogni cosa che si rispetti, anche la fase ha una nemesi: la controfase. E qui nasce il titolo di questo blog.
Fase contro fase.
Se ci si ferma a pensare un attimo questo titolo può significare un sacco di cose: uno dei significati che gli ho attribuito è il conflitto che ognuno di noi ha con se stesso. Fase contro fase. Io contro io.
Rimuovendo un carattere diventa Fase controfase. Buono cattivo. Positivo negativo. Non esiste la sicurezza che una cosa sia sicuramente quella. E' tutta questione di convenzioni. I buoni sono buoni perchè noi abbiamo posto la convenzione che i buoni siano così. Ogni cosa rivela sempre il lato oscuro.
Queste sono solo alcune delle considerazioni che ho pensato sul titolo, poi sicuramente ce ne potranno essere altre. Intanto questo è solo l'inizio, vedremo cosa ci riserverà il futuro.
Questa è solo la prima fase: la partenza.

In ascolto: -Silenzio-